| "Flusso" (2011) | "Nautilus" (2008) |
| "Forme d'acqua” (2006) | "Volatile” (2003) |
| "Tutto si può fare, ma per scappare..."(1990) |
Si può parlare dell'anima?
E della filosofia di Plotino e di Eraclito? Crediamo senz'altro di
si. Seguendo la scia del misterioso e affascinante Nautilus si viene
introdotti per immagini e suoni ai segreti del flusso della vita.
Dall'acqua, fonte di vita, all'anima essenza e respiro della vita
stessa. E come nella trasparenza dell'acqua è visibile l'anima del
mondo, così nella trasparenza del cristallo dell'anima si può vedere
chiaramente muoversi l'acqua della vita. Apparentemente si indaga la
metafisica delle anime. In realtà si indicano alcuni
motivi che rendono ognuno, come diceva Don Lorenzo Milani,
responsabile del mondo.
cantile, la
"Vanità Dorata"affonda, forse la punizione per il terribile
delitto commesso dagli uomini dell'equipaggio. Nel relitto, sul
fondo dell'oceano, rimangono tutte le meraviglie che la nave
trasportava. La pancia della "Vanità Dorata" si trova
sul percorso millenario del Nautilus, uno degli abitanti più
affascinanti dell'oceano. Il Nautilus accompagna il
visitatore nei luoghi della "Vanità Dorata" e
all'interno dell'oceano della propria coscienza, ponendo
interrogativi sul percorso dell'uomo e sulla necessità
dell'assunzione di responsabilità da parte di ognuno nei confronti
del mondo.
lla
storia è una giovane donna senza nome. Tutto sembra incominciare
quando l’acqua è stata fatta confluire nelle condotte. Qualcosa si
è spezzato nel rapporto di sacralità che legava gli
uomini a questo elemento. La solitudine del personaggio coglie
brandelli di un quadro frammentato ma non ha la
capacità di ricostruire gli elementi nel tutto. Il discorso si
ripiega su se stesso e il tempo è riempito da un ossessivo lavorio
di macchine che muovono e si muovono con l’acqua. La
donna attende che l’acqua arrivi dal cielo ma “il male”, la
siccità, che lei pensa terminerà con un gesto benigno
della natura, non è fuori da sé e il suo tentativo di ritrovare un
rapporto, di “parlare”, con l’acqua è inutile se non è sostenuto
da una presa di coscienza e dall’azione che ne discende.
(attore,macchine)
(2003)
La
storia racconta l'avventura di Alfredo che una mattina,
uscendo di casa, non trova più la sua scuola. Sente un fruscio
tra gli alberi e, guardando su, vede alcuni uccelli che gli
parlano: Il cattivo comportamento degli uomini ne confronti dei loro fratelli più piccoli, gli
animali, è la causa di ciò che vede. Gli uomini sono sciocchi
ed è inutile che vadano a scuola, non capiranno mai niente.
Solo Alfredo può rimettere le cose a posto ma c'è, prima,
qualcosa da capire e viene invitato a seguirli. è allora che
si accorge di essere un uccello e vola via con loro. Scoprirà
che molti dei comportamenti che gli sembravano normali non lo
sono e matura la consapevolezza che tutti gli esseri viventi
hanno lo stesso diritto alla felicità."Tutto
si può fare, ma per scappare..."
(attore, macchine, marionette)
(1998)
"Tutto si può fare, ma per
scappare......" è una riflessione sulla pietà. Pietà
davanti all’inafferrabile complessità del mondo e
all’incapacità da parte dell’uomo di comunicare se non
sporadicamente e goffamente con i suoi simili. Una pietà
che si fa strada superando il filtro delle parole,
tranelli di senso che, ben lontani dall’eliminare
l’approssimazione nella comunicazione l’aumentano invece
semplificando nel migliore dei casi una realtà in gran
parte inesprimibile. La decontestualizzazione del
linguaggio mostra però il re nudo. Le parole si compongono
allora infrasi fatte, sciocchezze e bugie che prive di un
contesto galleggiano come bolle su una palude malsana;
sotto, per chi affonda lo sguardo nel buio, si affollano
le emozioni in immagini senza commento mentre si naviga
irresistibilmente verso il silenzio.